Superbonus 2026: cosa resta e chi può usarlo ancora

Sei anni fa, quando il DL Rilancio introduceva il Superbonus al 110%, sembrava l’inizio di una stagione di lavori straordinari per il patrimonio edilizio italiano. Oggi, nel 2026, di quella stagione resta poco. La Legge di Bilancio 2026 (Legge 30 dicembre 2025, n. 199) ha confermato l’addio al Superbonus per la quasi totalità dei contribuenti: sopravvive in tre situazioni ben circoscritte e con un’aliquota dimezzata rispetto agli anni d’oro.

Se hai lavori in corso, se hai già portato in detrazione delle rate negli anni passati, o se stai ancora valutando interventi di efficientamento energetico, vale la pena fare il punto su cosa puoi davvero ottenere quest’anno.

Chi può ancora usare il Superbonus nel 2026

L’aliquota di base per chi rientra nei requisiti è del 65%, applicata alle spese sostenute entro il 31 dicembre 2025 (per la rata 2026 in dichiarazione) ed entro fine 2026 nei casi residui. Le situazioni in cui il Superbonus è ancora utilizzabile sono tre:

  1. Condomìni che entro il 15 ottobre 2024 abbiano deliberato in assemblea l’esecuzione dei lavori e abbiano presentato la CILAS (Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata Superbonus) entro il 31 dicembre 2024. C’è una condizione ulteriore (introdotta nel corso del 2024): il completamento di almeno il 60% dei lavori entro il 31 dicembre 2025.
  2. Edifici composti da 2 a 4 unità immobiliari appartenenti a un unico proprietario (anche persona fisica), con gli stessi requisiti procedurali del condominio.
  3. ONLUS, organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale per gli interventi sui propri immobili.

Una quarta strada, davvero residuale, riguarda chi opera nei territori colpiti dagli eventi sismici verificatisi a partire dal 2016 in Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria. In questo caso il Superbonus al 110% resta attivo anche per le spese 2026, a due condizioni: l’istanza per il contributo di ricostruzione deve essere stata presentata entro il 30 marzo 2024, e il beneficio è fruibile esclusivamente con cessione del credito o sconto in fattura.

Per ogni dubbio sulla casistica specifica conviene fare riferimento alle indicazioni ufficiali nella sezione Superbonus dell’Agenzia delle Entrate, che viene aggiornata con prassi, circolari e interpelli.

La cessione del credito è ferma per i bonus ordinari

Avevamo già scritto del blocco quando l’idea di cedere il credito veniva ridimensionata (leggi l’articolo del 2020). Da allora la situazione è cambiata in peggio. Per il Superbonus ordinario, e per gli altri bonus edilizi (ristrutturazione, ecobonus, sismabonus), oggi la regola è una sola…: detrazione in dichiarazione dei redditi, in quote annuali. Cessione del credito e sconto in fattura sopravvivono solo nelle casistiche speciali del Superbonus 110% legate alla ricostruzione post-sisma e in poche altre ipotesi residuali.

Una conseguenza pratica: chi non ha capienza fiscale sufficiente perde le rate annuali non assorbite dall’IRPEF. È un punto da valutare con attenzione prima di pianificare interventi rilevanti, soprattutto nei nuclei familiari con redditi modesti.

Hai lavori in corso? Cosa controllare prima di tutto

Se rientri tra chi può ancora utilizzare il Superbonus 2026, ci sono alcuni controlli pratici da fare per evitare di perdere il beneficio:

  • Verifica che la CILAS sia stata effettivamente protocollata entro il 31 dicembre 2024 e che la documentazione sia conservata in ordine.
  • Per i condomìni, controlla la data del verbale di delibera: deve essere antecedente al 15 ottobre 2024.
  • Recupera il cronoprogramma dei lavori e verifica con l’impresa la percentuale realmente eseguita al 31 dicembre 2025: per superare la soglia del 60% servono evidenze documentali (SAL asseverato dal tecnico abilitato).
  • Controlla che i bonifici siano stati eseguiti correttamente come bonifici parlanti e che le fatture riportino i riferimenti normativi richiesti.
  • Per le rate residue degli anni precedenti, ricorda che continuano a essere portate in detrazione secondo le aliquote vigenti nell’anno in cui sono state sostenute le spese (110% per il 2020-2022, 90% per il 2023, 70% per il 2024).

Errori formali nella documentazione possono mettere a rischio detrazioni anche di importo rilevante. Una verifica preventiva fatta con un tecnico permette di intervenire prima che eventuali criticità emergano in sede di accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Le alternative al Superbonus per il 2026

Per chi non rientra nei casi residui (la maggior parte dei contribuenti) restano comunque attivi alcuni strumenti, tutti con scadenza al 31 dicembre 2026, e con una distinzione importante tra abitazione principale e altri immobili:

  • Bonus ristrutturazione: 50% se l’intervento riguarda l’abitazione principale del proprietario o titolare di diritto reale, 36% in tutti gli altri casi (seconde case, immobili locati, pertinenze). Il limite di spesa resta 96.000 euro per unità immobiliare.
  • Ecobonus: stesso doppio binario 50%/36% per gli interventi di efficientamento energetico (sostituzione infissi, coibentazione, schermature solari e così via). Restano esclusi gli impianti alimentati esclusivamente da combustibili fossili.
  • Sismabonus: aliquota unica del 50% per le abitazioni principali e 36% per gli altri casi, indipendentemente dal numero di classi sismiche di miglioramento. Misura prorogata fino al 2027.
  • Bonus mobili: 50% su un tetto di spesa di 5.000 euro, vincolato a un intervento di ristrutturazione in corso o concluso da poco.

Dal 2027 le aliquote scenderanno ancora, attestandosi al 36% per le abitazioni principali e al 30% per tutti gli altri casi. Il 2026 è quindi, di fatto, l’ultimo anno con detrazioni a queste percentuali: chi ha lavori da pianificare farebbe bene a stringere i tempi.

Quando ha senso una consulenza tecnica

Tre situazioni in cui un parere tecnico può fare la differenza:

  1. Stai chiudendo un cantiere Superbonus e devi asseverare lo stato di avanzamento al 60%: serve un tecnico abilitato che firmi i SAL e gestisca le pratiche presso l’Agenzia delle Entrate.
  2. Sei un amministratore di condominio e devi capire quali interventi conviene avviare nel 2026 prima del taglio delle aliquote del 2027: una valutazione preliminare di costi e benefici aiuta a portare in assemblea decisioni con dati alla mano.
  3. Hai dubbi sulla documentazione di lavori già eseguiti negli anni precedenti e temi un controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate: una due diligence delle pratiche permette di rimediare prima che emergano criticità in sede di accertamento.

Il nostro studio si occupa di consulenza tecnica per bonus fiscali e ristrutturazioni da diversi anni, soprattutto nelle province di Milano, Monza-Brianza, Lecco e Como. Se vuoi un parere su una situazione specifica, contattaci compilando il form: per le nostre province il sopralluogo e il preventivo sono gratuiti.

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