Stai per ritirare le chiavi di casa nuova dal costruttore? Il giorno della consegna l’impresa ti farà firmare un verbale di consegna: un documento apparentemente di routine che nella pratica vale moltissimo. Una volta firmato senza riserve, alcune contestazioni diventano molto più difficili da far valere, sia in via stragiudiziale sia in tribunale. Vediamo come arrivare a quel momento preparati, e quali sono le dieci verifiche che vale la pena fare prima di mettere la firma.
Premessa importante: in molti casi il verbale di consegna coincide con il rogito notarile o lo segue di pochi giorni. La presenza del notaio offre una garanzia formale (verifica documenti, polizze, fideiussioni), ma non ti tutela rispetto allo stato fisico dell’immobile e alle difformità rispetto a capitolato e progetto. Quella verifica spetta a te (o a chi nomini per accompagnarti).
Quando avviene la consegna e cosa firmi
Il verbale di consegna è il documento con cui il costruttore consegna materialmente l’immobile e tu lo prendi in possesso. Può essere contestuale al rogito oppure successivo (in genere entro pochi giorni o settimane). Da quel momento decorrono le garanzie ordinarie: la garanzia biennale per vizi e difformità dell’articolo 1667 del Codice civile, e la garanzia decennale per gravi difetti dell’articolo 1669 c.c. A queste si aggiungono, per gli immobili venduti da impresa, le tutele specifiche previste dal D.Lgs. 122/2005, modificato in modo significativo dal D.Lgs. 14/2019 per gli immobili il cui titolo abilitativo è stato richiesto dopo il 16 marzo 2019: in particolare, l’obbligo per il costruttore di consegnare al rogito una polizza assicurativa indennitaria decennale conforme al modello standard (DM Giustizia 6 luglio 2022, n. 154).
Le dieci verifiche prima di firmare
L’ordine seguente segue la sequenza pratica del sopralluogo: prima i documenti, poi l’unità immobiliare, poi le parti comuni e le pertinenze.
Verifiche documentali (1-5)
- Segnalazione Certificata di Agibilità (SCA). La vecchia “agibilità” è stata sostituita dalla SCA dell’articolo 24 del DPR 380/2001. Senza SCA presentata, l’immobile non è legittimamente abitabile. Chiedi copia protocollata e verifica che la pratica sia stata effettivamente depositata in Comune.
- Attestato di Prestazione Energetica (APE). Deve essere coerente con quanto dichiarato in pubblicità e nel preliminare. Se il costruttore aveva promesso una classe A3 e l’APE risulta in classe B, hai un argomento di trattativa o di contestazione molto solido.
- Polizza decennale postuma indennitaria + fideiussione. Per gli immobili con titolo edilizio richiesto dopo il 16 marzo 2019, la mancata consegna della polizza decennale al rogito comporta la nullità del contratto definitivo (azionabile dall’acquirente). Verifica che ci sia, che sia conforme al modello standard ministeriale, e che la fideiussione sui versamenti già effettuati venga liberata correttamente.
- Dichiarazioni di conformità degli impianti (DM 37/2008). Per ogni impianto (elettrico, idrico, gas, riscaldamento, climatizzazione, antincendio se previsto) il costruttore deve consegnarti la dichiarazione di conformità rilasciata da impresa abilitata, completa di allegati (schemi, relazioni, libretti). Senza queste dichiarazioni, gli impianti sono “non a norma” sulla carta, anche se funzionano.
- Planimetria catastale e regolarità urbanistica. Controlla che la planimetria depositata in Catasto corrisponda allo stato di fatto, e che non ci siano difformità rispetto al titolo edilizio. Anche piccole modifiche introdotte in cantiere senza variante (una porta spostata, un bagno trasformato in ripostiglio) possono creare problemi al primo rogito futuro.
Verifiche fisiche dell’unità (6-9)
- Misure delle superfici. Misura le superfici utili e confrontale con quanto indicato nel preliminare e nel capitolato. La giurisprudenza ammette tolleranze contenute (in genere entro il 5%), oltre le quali si può chiedere una riduzione del prezzo. Una rotella metrica e un metro laser bastano per fare un controllo affidabile in pochi minuti.
- Conformità al capitolato. Capitolato alla mano, controlla materiali e finiture: pavimenti (formato, tipologia, marca), rivestimenti, infissi, sanitari, rubinetterie, porte interne, ferramenta, persiane. Le sostituzioni con materiali equivalenti sono frequenti, ma devono essere autorizzate per iscritto e di pari livello. Documenta con foto eventuali difformità.
- Funzionamento di impianti e dotazioni. Apri tutti i rubinetti, prova caldaia e climatizzatori, verifica le luci stanza per stanza, controlla la ventilazione meccanica controllata se prevista, prova le tapparelle motorizzate, il videocitofono, eventuali domotiche. Lo scarico funziona regolarmente? L’acqua calda arriva ovunque?
- Stato generale dell’immobile. Macchie di umidità sui muri o ai soffitti, crepe (anche capillari), porte che non si chiudono, infissi che non sigillano, segni di infiltrazioni in cantine e box, condense ai vetri, intonaci che si sfaldano. Una termocamera o un igrometro permettono verifiche più rigorose, ma anche un’ispezione visiva attenta scopre la maggior parte dei difetti macroscopici.
Parti comuni e pertinenze (10)
- Pertinenze e parti comuni. Box auto, cantina, posto auto coperto: misurali, controllane lo stato (impermeabilizzazione del solaio, condizioni dei muri), verifica che siano effettivamente quelli indicati nel rogito (i numeri sui contratti vanno verificati con cartellini o piantine). Per le parti comuni dell’edificio (atrio, scale, ascensore, autorimessa, giardini, locali tecnici) verifica lo stato generale e la presenza dei locali e delle dotazioni promesse.
Cosa fare se trovi difformità o difetti
La cosa peggiore che puoi fare di fronte a un difetto o a una difformità rilevata in sede di consegna è firmare il verbale “in bianco” o limitarti a firmare aggiungendo la formula generica “con riserva”. Una riserva utile deve essere specifica: indica esattamente il difetto, dove si trova, le sue caratteristiche misurabili, e fai allegare al verbale (o produci in pari data via PEC) la documentazione fotografica.
Esempio di riserva ben formulata: “Si riserva di contestare le seguenti difformità rilevate al sopralluogo del [data]: (a) assenza completa della tapparella della camera matrimoniale; (b) crepa orizzontale di circa 80 cm sul muro divisorio del soggiorno, lato nord; (c) infiltrazione attiva nell’angolo nord-est della cantina, con macchia umida di circa 30×40 cm; (d) pavimento del bagno difforme dal capitolato (gres effetto pietra anziché gres effetto marmo). Si allega documentazione fotografica.”
Per i difetti riscontrabili a vista (vizi apparenti), la denuncia al venditore va fatta entro 60 giorni dalla consegna. Per i vizi occulti (quelli che si manifestano solo dopo qualche tempo), il termine decorre dalla scoperta. Per i gravi difetti (quelli che incidono sulla struttura, sulla durata o sulla funzionalità dell’edificio) si applica la garanzia decennale dell’articolo 1669 c.c., che la giurisprudenza interpreta in modo ampio: anche le infiltrazioni rilevanti possono rientrarvi (ordinanza Cassazione 1423/2019).
Quando ha senso farsi accompagnare da un tecnico
Una visita di consegna fatta dal solo acquirente, magari emozionato e senza strumenti, scopre i difetti macroscopici ma perde le difformità che richiedono occhio tecnico: una piastrella stonalizzata che indica un difetto di posa, un termosifone sottodimensionato per la stanza, un’impermeabilizzazione del balcone non a regola d’arte, un infisso senza la classe energetica promessa.
Un sopralluogo congiunto con un tecnico di parte (l’equivalente del “collaudatore” che invece sarebbe nominato dal costruttore) costa qualche centinaio di euro e produce un verbale tecnico molto più difficile da contestare. Soprattutto: se nel verbale di consegna fai inserire le riserve formulate dal tecnico, hai automaticamente una posizione più solida per chiedere al costruttore di intervenire prima del saldo o del rogito. Negli anni di consulenza nelle province di Milano, Monza-Brianza e Lecco abbiamo affiancato molti acquirenti proprio in questa fase, e nella maggior parte dei casi le contestazioni tecniche puntuali hanno portato a una risoluzione bonaria con l’impresa, senza arrivare al contenzioso.
Se stai per ritirare casa nuova e vuoi affrontare la consegna con la giusta sicurezza tecnica, il nostro studio si occupa di perizie pre-consegna e per vizi costruttivi, di diagnosi edilizia strumentale (termografia, igrometria, prove di tenuta) e di accompagnamento al sopralluogo di consegna. Per le province di Milano, Monza-Brianza, Lecco e Como il sopralluogo e il preventivo sono gratuiti: contattaci compilando il form e ti rispondiamo per fissare un primo appuntamento.





